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Tutto quello che devi sapere sullo Scambio sul Posto

Fotovoltaico

Tutto quello che devi sapere sullo Scambio sul Posto

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Ti sei mai chiesto come valorizzare al meglio l’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico nelle ore in cui non la consumi direttamente? Lo Scambio sul Posto rappresenta una soluzione intelligente per gestire i flussi energetici, anche se il suo futuro è limitato nel tempo.

Riassunto: lo Scambio sul Posto (SSP) è un servizio GSE che compensa energia prodotta di giorno con quella prelevata di notte, usando la rete come accumulo virtuale. Genera risparmi bolletta + contributo scambio + eventuali eccedenze. Tariffe GSE 0,10-0,16 €/kWh, pagamenti semestrali (giugno/ottobre). Accessibile a clienti ASSPC sotto 500kW e titolari punti prelievo/immissione. Esclusi beneficiari Superbonus 110%. Meccanismo confermato per 2024 ma destinato a sparire dal 2025, sostituito da Ritiro Dedicato e incentivi CER.

Il valore dell’energia auto prodotta non consumata

Quando si realizza un impianto fotovoltaico residenziale, un aspetto determinante è la possibilità di dare valore all’energia autoprodotta che non viene consumata istantaneamente. A meno di utilizzare sistemi di stoccaggio come batterie o accumulatori, l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici è immediatamente disponibile solo nelle ore di irraggiamento solare.

A seconda delle dimensioni dell’impianto, durante il giorno può essere prodotta più energia di quella effettivamente necessaria, mentre di sera e di notte l’autoproduzione di energia scende a zero. Questa discontinuità tra produzione e consumo ha portato allo sviluppo di meccanismi specifici per gestire i flussi di energia tra utenti/produttori e rete elettrica.

I due sistemi principalmente utilizzati in Italia sono lo Scambio sul Posto (SSP) e il Ritiro Dedicato (RID). Questi meccanismi sono alternativi e non possono essere attivati contemporaneamente, ma entrambi comportano vantaggi concreti per i proprietari degli impianti, pur essendo sostanzialmente diversi nel funzionamento.

Come funziona lo Scambio sul Posto

Lo Scambio sul Posto è un servizio erogato dal GSE che permette di compensare l’energia prodotta e immessa in rete in un determinato momento (tipicamente nelle ore diurne per un impianto fotovoltaico) con quella prelevata in momenti diversi, ad esempio durante la notte.

Con questo sistema innovativo, l’energia prodotta in eccesso, anziché venire stoccata localmente per il futuro consumo, viene trasferita alla rete elettrica che si comporta come un sistema di accumulo virtuale dal quale altri utenti possono prelevare energia. In base alla quantità di energia immessa in rete e prelevata, ogni produttore riceve una compensazione dal GSE sotto forma di rimborso economico.

Il ruolo del contatore di Scambio

In un impianto fotovoltaico, l’energia prodotta dai pannelli passa attraverso un inverter che trasforma la corrente da continua ad alternata e poi in un contatore di produzione per poter essere utilizzata immediatamente o accumulata nelle batterie, se disponibili.

Con lo Scambio sul Posto entra in gioco un ulteriore elemento fondamentale: il contatore di scambio. Si tratta di un apparecchio che si interfaccia con la rete elettrica e misura con precisione la quantità di energia immessa e prelevata. Attraverso una formula specifica chiamata “Conto Scambio”, basata sui consumi annuali, il GSE elabora il valore dei rimborsi da erogare.

Questi calcoli tengono conto anche delle eventuali eccedenze che si verificano quando il valore economico dell’energia immessa in rete supera il valore di quella prelevata, garantendo che nessuna energia prodotta vada perduta economicamente.

Vantaggi economici dello scambio sul posto

I benefici economici dello Scambio sul Posto si articolano in tre componenti distinte che si sommano per creare un vantaggio complessivo significativo. Innanzitutto ci sono i risparmi diretti in bolletta derivanti dall’energia prodotta e consumata immediatamente, che rappresentano il beneficio più immediato e tangibile.

A questo si aggiunge il Contributo Scambio sul Posto, un rimborso economico erogato dal GSE per l’energia immessa in rete e successivamente prelevata. Infine, quando il valore dell’energia immessa supera quello dell’energia prelevata, si generano delle eccedenze che costituiscono un ulteriore ricavo per il proprietario dell’impianto.

Tariffe e modalità di pagamento del GSE

Il GSE eroga i compensi ogni 6 mesi, specificatamente il 15 giugno e il 15 ottobre, attraverso il contributo di acconto. Entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento viene poi versato il contributo di conguaglio, che completa la compensazione annuale.

Non è semplice quantificare esattamente la tariffa erogata dal GSE per l’energia immessa in rete dall’impianto fotovoltaico, ma in media si attesta tra 0,10 e 0,16 euro per kWh. Questa variabilità dipende dalle condizioni di mercato dell’energia e dalle specifiche caratteristiche dell’impianto e del suo utilizzo.

Requisiti di accesso allo Scambio sul Posto

Alla base dello Scambio sul Posto c’è un contratto di stipula con durata di 1 anno solare, che scade quindi il 31 dicembre di ogni anno. Il contratto è tacitamente rinnovabile, ma il produttore può recedere in qualunque momento inviando comunicazione al GSE almeno 60 giorni prima della data in cui desidera terminare l’accordo.

Tuttavia, possono accedere a questa misura solo categorie specifiche di soggetti. La prima categoria comprende i clienti finali che fanno parte di un Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo (ASSPC) e che sono anche produttori di energia elettrica negli impianti di produzione che costituiscono l’ASSPC, con la condizione che la potenza generata non sia superiore ai 500 kW.

La seconda categoria include i clienti finali che sono titolari di un insieme di punti di prelievo e immissione e che producono energia in impianti di cui questi punti fanno parte. È importante sottolineare che chi ha beneficiato del Superbonus 110% non può accedere allo Scambio sul Posto.

Procedure di attivazione

La procedura di accesso allo Scambio sul Posto dipende dalle caratteristiche specifiche dell’impianto installato. Nel caso di impianti per i quali si sia seguito l’iter semplificato, è possibile attivare lo Scambio sul Posto attraverso il Modello Unico e l’intera procedura è gestita direttamente tra produttore e GSE.

Per gli impianti realizzati con iter ordinario si segue invece la procedura standard, presentando la domanda sul portale del GSE entro 60 giorni dalla data prevista di attivazione dell’impianto. Questa tempistica è fondamentale per non perdere il diritto di accesso al meccanismo incentivante.

Il futuro dello Scambio sul Posto

Come ormai ampiamente noto nel settore, lo Scambio sul Posto è destinato a sparire. Il meccanismo di incentivazione avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2023, ma in assenza dei decreti attuativi la misura si intende tacitamente rinnovata per tutto il 2024.

L’incentivo è stato quindi confermato per tutto il 2024, periodo durante il quale rimarrà attivo e utilizzabile. Tuttavia, salvo ulteriori sorprese normative, a partire dal 2025 sarà abolito e lascerà spazio ad altre forme di incentivazione come il Ritiro Dedicato e nuove agevolazioni specifiche per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Scambio sul Posto vs Ritiro Dedicato: quale scegliere

Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato sono entrambi strumenti gestiti dal GSE, ma funzionano con logiche completamente diverse. Il primo è un meccanismo di compensazione tra energia ceduta alla rete e consumata, mentre il secondo prevede un sistema di vendita diretta dell’energia.

Lo Scambio sul Posto è particolarmente indicato per i piccoli impianti residenziali e specialmente in quei casi dove la quantità di energia immessa e prelevata dalla rete è simile. Quando si immette più energia di quanta se ne preleva, si riceve comunque un compenso per l’eccedenza. Può essere richiesto per impianti fino ai 500 kW e rappresenta una valida alternativa agli impianti dotati di sistemi di accumulo.

Il Ritiro Dedicato risulta invece più conveniente per impianti di dimensioni maggiori, caratterizzati da una grande produzione di energia e un autoconsumo limitato o addirittura nullo. Questa soluzione è particolarmente indicata per chi ha costruito il proprio impianto con l’aiuto di incentivi, perché è possibile cumulare i vantaggi dei bonus con quelli della vendita effettiva di energia.

L’ultima opportunità per lo Scambio sul Posto

Con la conferma per il 2024 ma l’abolizione prevista dal 2025, questo rappresenta l’ultimo anno per accedere allo Scambio sul Posto. Per chi sta valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico residenziale di piccole-medie dimensioni, il 2024 offre ancora l’opportunità di beneficiare di questo meccanismo consolidato e vantaggioso.

La transizione verso il Ritiro Dedicato e le nuove forme di incentivazione per le Comunità Energetiche segna un’evoluzione importante nel panorama degli incentivi fotovoltaici, rendendo cruciale una valutazione attenta delle opzioni disponibili in base alle specifiche caratteristiche del proprio impianto e alle abitudini di consumo.

Vuoi verificare se lo Scambio sul Posto è ancora la scelta migliore per il tuo impianto? Richiedi un’analisi comparativa gratuita tra SSP e Ritiro Dedicato basata sui tuoi consumi e sulla produzione prevista.

Hai fretta di installare entro il 2024 per accedere al SSP? Contatta i nostri partner installatori per una consulenza rapida su tempi di realizzazione e procedure di attivazione.


Aggiornamento normativo: Lo Scambio sul Posto è confermato per tutto il 2024 ma verrà abolito dal 2025. Le tariffe GSE variano in base alle condizioni di mercato. Chi ha beneficiato del Superbonus 110% non può accedere al SSP. Consulta sempre il portale GSE per informazioni aggiornate su procedure e scadenze.